Mozzarella, allevatori, artigiani e sicurezza alimentare

Si tiene il 28 giugno fra le 21 e le 22.30 il webinar su “Mozzarella, allevatori, artigiani e sicurezza alimentare” organizzato all’interno del percorso preparatorio per il Forum sul Piano Partecipato, la cui sintesi finale si terrà al Comune di Casal di Principe fra il 30 giugno e il Primo luglio.

Il Webinar sarà tenuto da Antonio Lucisano, esperto di marketing dei prodotti agroalimentari e profondo conoscitore della filiera della bufola e delle sue produzioni essendo stato fra il 2010 e il 2015 General Manager del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP”.

A tema del webinar le questioni più volte avanzate negli ultimi anni; la tracciabilità, la sicurezza alimentare, il rapporto fra brucellosi e mozzarella ma anche gli interrogativi sul destino dei prodotti dell’allevamento bufalino di fronte al grande rischio che l’aggressione speculativa riesca a trasformare la mozzarella da straordinario prodotto di territorio legato inestricabilmente alla sua storia ed al rapporto stretto fra allevamento e trasfromazione artigianale nell’ennesimo prodotto industriale senza qualità.

Nell’aula virtuale in cui si tiene il webinar (gestito da Iafue PerlaTerra il team della webradiotv dell’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare promosso da Agtragricoltura) parteciperanno trasformatori artigianali che interloquiranno con Antonio Lucisano sulla base delle loro esperienze sollevando le problematiche e sollecitando il punto di vista dell’esperto.

Francesca Petrini, Presidente Nazionale del settore Agroalimentare della CNA – Confederazione Nazionale degli Artigiani (frantoiana biologica) interverrà in conclusione raccogliendo le sollecitazioni e le indicazioni del Webinar per proporre un percorso possibile di tutela e rilancio del ciclo economico integrato che vede gli allevatori e gli artigiani uniti dalla necessità di organizzare insieme le forze per reggere all’aggressione speculativa e offrire ai cittadini fruitori del prodotto la garanzia che il loro diritto ad un cibo sicuro e di territorio sia pienamente rispettato.

Il webinar verrà trasmesso in diretta streaming sui canali social di altragricoltura (https://facebook.com/altragricoltura e https://youtube.com/iafueperlaterra) e costituirà (come tutti gli altri webinar tenuti in preparazione del Forum per il Piano Partecipato) documento integrante per i lavori della sintesi finale

Webinar. I Piani su BRC e TBC falliscono in tutto il Sud. Che fare?

Il Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino denuncia da tempo che quanto sta accadendo in provincia di Caserta, è solo la punta dell’Icerberg per un problema che, in realtà, riguarda tutto il Sud Italia.

In realtà, mentre a partire dalla metà del decennio scorso in tutte le regioni del Centro Nord la BRC e la TBC sono state risolte con la conseguenza che quelle regioni sono state dichiarate ufficialmente “indenni”, in praticamente tutto il Sud Italia, al contrario, le regioni sono “non indenni”. In particolare da circa 40 anni i problemi si vanno moltiplicando in Campania, in Puglia e in Sicilia ma in molte altre aree permangono significativi rischi.

E’ arrivato il momento di chiedersi perché, di isolare i problemi, e di intervenire. Per quello che ci riguarda rileviamo come in tutte queste aree si adottano gli stessi schemi da parte delle Regioni ispirate da “pratiche emergenziali” volute dal Ministero della Salute e interpretate dai Piani regionali.

L’oggetto del webinar di questa sera (20 giugno 2023 a partire dalle ore 21 fruibile pubblicamente dai canali social facebook/altragricoltura e youtube/yafueperlaterra) è indagare sull’impatto che hanno le strategie di eradicazione delle zoonosi nelle regioni meridionali domandandoci come queste incidono sul rapporto fra crisi dell’allevamento, spopolamento delle campagne, Mezzogiorno.

In particolare proveremo a fare il punto attorno ad alcune questioni centrali:

  • le caratteristiche dei sistemi di allevamento meridionali (tranne due aree come quella della zona di Gioia del Colle e dintorni dove si produce la Mozzarella bovina e del Casertano dove si alleva la bufala) abbiamo un sistema di allevamento diffuso e al pascolo con una forte permanenza di modelli riconducibili alla transumanza per quanto siano venute avanti nel tempo scelte di modello allevatoriale che hanno spinto sempre di più verso la chiusura in stalle degli animali per tenerle in luoghi “controllabili dal punto di vista sanitario e igienico” con conseguente perdita delle relazioni naturali ed ecologiche fra gli animali e l’ambiente
  • nel tempo (ultimi trenta anni in particolare) il patrimonio zootecnico meridionale si è fortemente indebolito a scapito della concentrazione nel sistema intensivo del Nord (liberalizzazione delle quote con il superamento dei limiti della regionalizzazione, poltiche regionali dei PSR, politiche di mercato con la chiusura delle piccole centrali del latte capaci di tenere il rapporto col territori, crollo dei prezzi alla produzione particolarmente di alto impatto in sistemi di produzione dai costi comunque maggiori rispetto a quelli intensivi del Nord…)
  • la perdita dei sistemi agrari naturali con cicli integrati foraggi, allevamento, ceralicoltura basati sullo scambio fra materia fertilizzante naturale/ foraggi nutrienti a favore di agricolture specializzate fondate sulla chimica e settorializzate, che ha spinto sempre di più l’allevamento verso forme “specializzate in stalle intensive” e comunque separate dal ciclo naturale che ha contribuito a svuotare i territori dalla presenza diffusa di animali utili regolatori dell’equilibrio ecologico
  • questo indebolimento del tessuto allevatoriale e della relazione con il territorio ha contribuito in maniera forte da acceleratore dell’abbandono in vaste aree rurali
  • dentro questo quadro e nel vuoto di politiche e strategie attive capaci di valorizzare i modelli endogeni dell’allevamento meridionale relegandolo ad un ruolo marginale trasformando spesso gli allevatori in “fornitori di materia prima” per l’industria di trasformazione del latte e della carne del Nord (vedi il caso della produzione del pecorino romano o dell’industria della carne con il ruolo di Real Beef di Cremonini e soci in posizione dominante nel controllo della filiera della carne) si è fatta strada nel sud italia la risposta “medico sanitaria” alle zoonosi fino a diventare, nei fatti, l’unica vera iniziativa in campo di grandissimo impatto arrivando a decidere della sorte delle aziende, del territorio e dell’economia assumendo il solo punto di vista di un “principio di precauzione” interpretato ed applicato senza le ulteriori e necessarie valutazioni sociali
  • la prevalenza delle iniziative di contenimento e gestione medico sanitaria della BRC e della TBC nel Sud Italia si è sviluppata dentro una generale tendenza in Italia e nel mondo a trasformare i sistemi di produzione del cibo verso modelli di gestione in laboratorio degli alimenti, slegandolo dalle sue relazioni con i cicli naturali dentro cui i biomi hanno sviluppato nel tempo la capacità di trovare un equilibrio capace di reagire alle “malattie” sviluppando reazioni e interazioni naturali
  • è dentro questa visione che è cresciuto in maniera esponenziale un enorme apparato di gestione della sanità animale. L’Italia è il Paese che ha fra i più alti numeri al mondo di facoltà veterinarie, di veterinari e di tecnici impegnati nel ciclo di controllo degli alimenti e degli animali. Nel Sud, in particolare, la crescita dei “servizi veterinari e di controllo della sanità animale” è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi dieci/quindici anni (vedi il caso dell’IZSM di Portici che si è più che triplicato in quindici anni mentre i problemi sono aumentati invece che risolversi)
  • eppure i dati dicono che gli unici territori che continuano a essere non indenni alla brucellosi ed alla TBC sono proprio in tutte le Regioni Meridionali contro le zoonosi che, al contrario, invece stanno espandendosi e i Piani di Gestione delle varie regioni falliscono nell’obiettivo (almeno dichiarato) di risolvere i problemi
  • prendendo a esempio il piano fallimentare della regione campania contro la BRC e la TBC Bufalina e Bovina, ad una prima ricognizione, tutti i piani delle regioni in cui meno si sta risolvendo i problemi (Puglia, Campania, Sicilia) appaiono simili e fondati su modelli omogenei con problemi e criticità analoghi e incapaci di risolvere le questioni, soprattutto non “tarati sulle caratteristiche peculiari dei sistemi di allevamento del Sud”, oltre che scarsamente capaci di individuare i patogeni finendo per favorire, nei fatti, la diffusione delle malattie
  • al contrario, il fallimento di questi piani da ormai 40 anni e la loro incapacità di adattarsi alle caratteristiche dei sistemi di allevamento meridionali sta accelerando la crisi fino a renderla quasi irreversibile, la crisi dei sistemi di allevamento nel Sud Italia che, al contrario, avrebbero bisogno di un rilancio generale capace di valorizzare le proprie caratteristiche autogene e le proprie vocazioni al legame con le specificità territoriali che hanno contribuito a fare grande nel tempo l’agroalimentare del Paese
  • è il caso dei sistemi di transumanza tanto diffuso nel sud dove, per motivi climatici, le mandrie non in stalla stabile sono costrette a migrare nei pascoli fra estate e inverno. Siamo un Paese che è riuscito a far dichiarare la Transumanza come Patrimonio dell’Unesco, e ora, in ragione di astruse, inefficaci, antiscientifiche e irrazionali norme burocratiche sta distruggendo la transumanza impedendo la movimentazione degli animali. Mentre scriviamo ci sono ancora greggi in tante aree del Mezzogiorno che non possono muoversi verso i pascoli di montagna costrette al caldo e senza acqua e foraggi colpite da “ordinanze interpretative” che impongono loro costi altissimi e nei fatti impediscono la movimentazione.

METODO DEL WEBINAR

PRIMA PARTE (testimonianze e problemi)

Dopo una breve introduzione che pone l’oggetto del webinar, è prevista una prima parte con 4 interventi di testimonial e analisi (circa 8 minuti ciascuno). Interverranno:

1) Sebastiano Lombardo (Sicilia) allevatore di bovini, Altragricoltura Sicilia
2) Roberto Congia (Sardegna) pastore – movimento Pastori Sardi
3) Carmelina Colantuono (Molise/Puglia) allevatrice, focal point del Comitato per la dichiarazione della Transumanza come Patrimonio dell’Unesco
4) Nunzio Marcelli (Pastore Abruzzese – Rete Appia)

SECONDA PARTE (proposte e risposte)

Gianni Fabbris raccoglierà le testimonianze sviluppandole in domande e proposte che verranno affrontate nella seconda parte del Webinar.

La seconda parte del Webinar sarà tenuta dal’Europarlamntare Piernicola Pedicini, presidente del Movimento Meridionalista Equità Territoriale chiamato a collocare il quadro rappresentato nella prima parte e gli obiettivi immediati che si pone il Movimento degli Allevatori dentro una riflessione sul Sud, il Mezzogiorno e il Mediterraneo e la Riforma del sistema Agroalimentare

Questi gli obiettivi principali che sono posti alla riflessione dell’On.le Pedicini:

  • difendere e rilanciare i sistemi di allevamento territoriali e i prodotti collegati nel Mezzogiorno puntando sulla valorizzazione delle caratteristiche endogene territoriali e alla rinaturalizzazione dei territori operando una estesa azione di conversione agroecologica che favorisca il ruolo degli allevatori, degli agricoltori e degli artigiani
  • elaborare, nel quadro di una più generale iniziativa per la nuova riforma agraria e dell’agroalimentare, una legge sul pastoralismo e sui sistemi di allevamento territoriale
  • ridefinire le politiche attive e gli strumenti di spesa in modo da orientarli all’obiettivo principale di favorire la ripresa nel sud dei sistemi di produzione del cibo territoriale e artigiano e alla funzione dei pastori/allevatori come presidio di tutela del territorio
  • sottoporre alla verifica dei risultati i Piani di eradicazione delle zoonosi (in particolare quelli sulla BRC e la TBC ma anche altri) in tutte le aree che nei decenni non hanno raggiunto i risultati per individuare i punti di fallimento e adottare i correttivi necessari
  • integrare la visione medico/sanitaria delle azioni sulle zoonosi con le valutazioni economiche, sociali ed agronomiche affiancando alla competenza del Ministero alla Salute (finora assoluta) quella dell’Agricoltura e dell’Ambiente e coinvolgendo a pieno, nella gestione delle iniziatine gli attori sociali e le comunità chiamate ad assumere responsabilità
  • adottare una azione di discontinutà sulla base dell’ordine del giorno approvato al senato in materia di gestione dei Piani di eradicazione e introducendo il coordinamento delle azioni
  • coinvolgere a Pieno l’Europa nel necessario processo di bilancio delle azioni messe in campo finora

Al termine dell’intervento di PierNicola Pedicini, il WebInar avrà una coda di circa quindici minuti per valutare lo stato della Petizione Europea presentata dal Coordinamento UNitario in Difesa del Patrimonio Bufalino di cui l’Europarlamentare Pedicini è stato ed è uno dei principali sponsor

Dopo 10 anni ancora spaliamo fango e seppelliamo morti

Si tiene lunedi 19 giugno 2023 con inizio alle ore 21 il Forum online dal titolo “Dopo 10 anni ancora spaliamo gango” promosso da Altragricoltura e realizzato da Iafue PerlaTerra, la web/radio-tv dell’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare.

Il Forum ha l’obiettivo di fare il punto sulle questioni del dissesto idrogeologico e le alluvioni e vedrà partecipare alcuni dei protagonisti di una originalissima esperienza che (fra il 2012 e il 2014) mobilitò le realtà autorganizzate dei diversi comitati e reti di cittadini attivi nei territori delle diverse regioni coinvolte da alluvioni e frane.

Altragricoltura prova a riprendere il filo di un lavoro avviato oltre dieci anni fa e ripropone a base di un possibile confronto e di una possibile iniziativa finalizzata a tornare a mettere in rete le esperienze, il documento costitutivo della Rete Maipiù

L’iniziativa nel 2012 fu promossa da Altragricoltura e dal Comitato in Difesa delle Terre Joniche, di cui Altragricoltura fu il motore principale, sorto nel 2011 all’indomani di una delle diverse alluvioni che colpirono le aree di foce a cavallo fra le province di Matera e Taranto.

IL Comitato per la Difesa delle TerreJoniche riunì in una straordinaria esperienza di comunità gli agricoltori e le famiglie coinvolte nelle aree rurali sviluppando tre diversi piani di iniziativa: quella sindacale per ottenere risarcimenti e la messa in sicurezza del territorio, quella rivolta alle comunità per stimolare e sviluppare consapevolezza e conoscenza dei problemi e dei comportamenti utili, quella tecnica che ebbe la capacità di attivare numerose competenze.

Fu grazie al Comitato per la Difesa delle Terre Joniche che nel territorio si riuscirono ad ottenere importanti risultati sia sul piano dei risarcimenti che della messa in sicurezza e della crescita di consapevolezza fra le popolazioni del territorio.

Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche fu protagonista di molte iniziative e di una serie di eventi che seppero costruire una rete importante di relazioni con altre realtà sorte in quegli anni nel territorio nazionale. Da questa fitta rete di contatti e relazioni nacque la proposta della Rete Maipiù in una lunga discussione fra le diverse realtà che scambiarono esperienze e su confrontarono sulle proposte.

Oggi, a dieci anni di distanza, Altragricoltura lancia la proposta di riprendere il confronto e, all’indomani della devastante alluvione dell’Emilia Romagna, mentre ancora il fango viene spalato, si tiene un confronto per capire se ci siano le condizioni per riprendere un lavoro di coinvolgimento delle comunità mettendo in rete le esperienze e finalizzando gli sforzi che ogni volta si mettono in campo.

Ancora una volta i problemi da risolvere sono tre: sviluppare una azione e una cultura di tutela e prevenzione nel territorio, avere azioni nell’emergenza capaci di offrire assistenza alle comunità e di affrontare con certezza i problemi senza lasciarle all’arbitrio ed alla volontà dei governi del tempo, mettere in campo politiche attive di conversione del territorio in senso agroecologico rispettoso dell’ambiente.

Ne discuteranno nel forum di questa sera alcuni dei protagonisti della costituzione della Rete Maipiù insieme a Gabriella Severi, una attivista impegnata in questi giorni a Cesena nelle iniziative attive di assistenza agli alluvionati nella aree rurali.

Conudurrà il Forum Katya Madio, coordinatrice di Radio IafuePerlaTerra, che è attualmente la Presidente dell’Associazione TerreJoniche (sorta ad opera del Comitato Terre Joniche) e, oltre Gabriella Severi, avrà in studio Gianni Fabbris (Altragricoltura e Portavoce al tempo del Comitato Terre Joniche e della Rete Maipiù), Luca Ghirlanda (del Comitato Magra a La Spezia), Nicola Luberto (del Comitato di Sala Baganza a Parma), Giorgio Sartini (Comitato Senigallia).

Si partirà, ancora una volta, dal riflettere attorno alla domanda che si esprime in ogni evento come quello che sta colpendo l’Emilia Romagna: “come fare, una volta spenti i riflettori dell’emergenza. a garantire alle comunità colpite l’attenzione e le risposte necessarie?”

Il Forum viene trasmesso in diretta streaming sulle pagine social di Altragricoltura: facebook/altragricoltura e youtube/iafueperlaterra. Questo il link all’evento facebook https://fb.me/e/Zn7ToKRR

Vedi il podcast del Forum

BRC e TBC, rischi per la salute umana e strategie di prevenzione e controllo.

BRC e TBC, rischi per la salute umana, strategie di prevenzione e controllo
fra principio di precauzione e tutela degli animali

(webinar del prof. Antonio Giordano)

Il percorso di preparazione del Forum Per il Piano Partecipato si arricchisce di un ulteriore importante contributo con il webinar che il prof. Antonio Giordano tiene sabato 17 giugno 2023 fra le ore 12 e le 13 dal titolo: “BRC e TBC, rischi per la salute umana, strategie di prevenzione e controllo fra principio di precauzione e tutela degli animali“.

Il prof. Antonio Giordano è oncologo, patologo, genetista, ricercatore, scienziato e scrittore. Naturalizzato Italoamericano, è Direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine di Philadelphia, professore di Anatomia e Istologia Patologica presso il Dipartimento di Biotecnologie Mediche dell’Università di Siena e collabora con diverse università americane e i italiane.

Su designazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il prof. Antonio Giordano è stato nominato componente del Comitato scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità

Il prof. Antonio Giordano è autore di oltre 600 pubblicazioni scientifiche e di importanti lavori di ricerca e, negli ultimi anni ha dedicato numerosi sforzi allo studio del rapporto tra cancro e inquinamento ambientale in Campania, affiancando l’attività di ricercatorie a quella di divulgatore scientifico. È stato tra i primi a segnalare un aumento dell’incidenza di vari tipi di cancro nelle popolazioni vicine a siti illegali di rifiuti tossici. Non solo ha pubblicato articoli scientifici sull’argomento, ma si è anche impegnato a far conoscere ed a divulgare i dati emersi con la pubblicazione di due libri sull’argomento (“Campania, terra di Veleni” e “Munnezza di stato”)

Ha lanciato una petizione per la tutela dell’ambiente, firmata da oltre 500 ricercatori e persone di diversi settori professionali. È stato inoltre promotore di numerose iniziative no profit volte alla salvaguardia dell’ambiente e della salute umana. Recentemente, a testimonianza del suo impegno in questa direzione, Giordano è stato nominato Consulente Tecnico della Procura della Repubblica di Avellino per il caso Iso Chimica e Direttore Scientifico della Accademia Enogastronomica Mediterranea di Napoli. Ha condotto alcuni studi scientifici che evidenziano le proprietà antitumorali del pomodoro. Più recentemente è stato autore e promotore dello studio Veritas, uno studio pilota volto a chiarire il legame tra insorgenza di malattie ed esposizione ad inquinanti ambientali.

Il prof. Giordano interverrà sabato 17 giugno con un webinar che potrà essere seguito in diretta streaming sui canali social di Altragricoltura (www.facebook.com/altragricoltura e youtube.com/iafueperlaterra) e per il gruppo di lavoro che sta seguendo il percorso di preparazione del forum per il Piano Partecipato che vedrà la sintesi finale fra il 30 giugno e il 1° luglio presso il Comune di Casal di Principe, sarà una preziosa occasione per fare il punto su quattro grandi quesiti cui, finora, non sono state date risposte esaurienti.

  • Quale è la reale portata del rischio per la salute umana della BRC e della TBC Bufalina? E’ mai stata fatta una indagine epidemiologica in Campania e nel territorio nazionale per capire e documentare l’andamento reale della patologia?
  • Quali sono le interazioni fra BRC e TBC e l’ambiente e il territorio? Può essere affrontata la gestione di queste zoonosi solo sul piano medico/veterinario con il trattamento e la profilassi dei singoli animali e delle mandrie o non occorre, anche, una iniziativa di risanamento ambientale e la sorveglianza su tutta la filiera?
  • I Piani di eradicazione degli ultimi dieci anni in provincia di Caserta, giustificano il ricorso ad una pesantissima azione di macellazione degli animali anche solo sulla base del “sospetto” (ovvero senza che sia stato isolato il batterio nell’animale) in nome del “Principio di precauzione”. Quale è il limite (se esiste) di applicazione e come va interpretato e applicato il Principio di precauzione? Può intendersi che in nome del rischio le mandrie devono essere abbattute? L’Europa considera sempre più importante il principio di precauzione ma, al tempo stesso disciplina e promuove l’ordinamento e i principi per il Benessere animale, Sul piano del diritto e della disciplina, il Consiglio di Stato sta ribadendo con più sentenze che fra i due principi (il Principio9 di Precauzione e quello del Benessere Animale) occorre trovare un equilibrio. Quale è, sul piano medico e scientifico; l’equilibrio possibile fra questi due principi?
  • Infine: i piani di eradicazione non dovrebbero essere sottoposti alla verifica ed al bilancio dei risultati? Sono ormai decenni che la BRC e la TBC in tantissimi Paesi (europei ed extraeuropei) si sono risolte. In Italia, tutte le regioni del Centro Nord sono state dichiarate indenni, mentre in tutte le Regioni Meridionali continuano ad estendersi. In provincia di Caserta la prevalenza della BRC (dopo che era stata portata da valori persino oltre il 20% a meno dell’1%) è tornata in dieci anni sopra il 15-17%. Dovrà pur esserci un momento in cui le iniziative messe in atto in nome dei Piani di eradicazione ufficiali siano sottoposte a verifica. Cosa pensa un medico di grande valore ed esperienza della circostanza per cui da decenni non si viene a capo di questi problemi?

Il Webinar, come tutti gli altri, dopo la videolezione del Prof. Antonio Giordano, vedrà alcuni componenti del Movimento Salviamo le Bufale in studio rivolgere domande e interloquire con il relatore. Per la conduzione di Katya Madio, in studio sono presenti Vincenzo Tosti, Francesco Geremia, Gianni Fabbris, Pasquale D’Agostino e Peppe Pagano.

I materiali prodotti (che saranno scaricabili in podcast dal sito), costituiranno atti e documenti per la sintesi della due giorni finale.

IL ruolo dei Centri di Referenza Nazionali nel contrasto alle zoonosi

Lunedì 12 giugno 2023 ore 21/22.30, il quinto webinar in preparazione del Forum
con i responsabili dei Centri di Referenza Nazionale su BRC e TBC Bufalina

Il ruolo dei centri di Referenza Nazionali nella gestione delle zoonosi
Fra il 2007 e il 2011 fu solo fortuna?

Gli Istituti zooprofilattici sperimentali (IIZZSS) sono strumenti operativi di cui dispone il Servizio Sanitario Nazionale per garantire la sorveglianza epidemiologica, la ricerca sperimentale, la formazione del personale, il supporto di laboratorio e la diagnostica nell’ambito del controllo ufficiale degli alimenti.

Sono distribuiti in una rete di 10 sedi centrali e 90 sezioni diagnostiche periferiche in modo da monitorare, sorvegliare ed assistere con una rete di servizi, l’intero territorio nazionale.

I Centri di referenza nazionale (CdRN) sono localizzati presso gli Istituti zooprofilattici sperimentali, rappresentano uno strumento operativo di elevata competenza, nei settori della sanità animale, dell’igiene degli alimenti e dell’igiene zootecnica.

Fra i diversi Centri di Referenza Nazionali attivi ve ne sono due di particolare interesse per l’elaborazione e la gestione delle iniziative di contrasto alle zoonosi Bufaline: il Centro di Referenza Nazionale per la Brucellosi (collocato presso l’IZS di Abruzzo e Molise con sede a Teramo) e il Centro di Referenza Nazionale per la TBC (collocato presso l’IZS per la Lombardia e l’Emilia Romagna con sede a Brescia).

Il ruolo dei Centri di Referenza Nazionali non è solo particolarmente importante per assicurare nel tempo la corretta applicazione dei Piani, la gestione delle Banche Dati, il supporto per le attività di diagnosi e profilassi e la formazione e aggiornamento del personale impegnato su tutto il territorio nazionale ma, anche, per la loro capacità di intervenire nelle condizioni di crisi o le emergenze.

L’esempio concreto di quanto possa essere importante il loro ruolo sta nell’esperienza positiva messa in campo dall’IZS di Teramo fra il 2007 e il 20011 quando fu chiamato a gestire l’elaborazione del Piano voluto per effetto dalla Dichiarazione di Stato di Emergenza Sanitaria adottato dal Governo Nazionale del tempo.

Fu grazie a quella decisione del Governo ed alla elevata capacità del Centro di Referenza Nazionale per le Brucellosi di Teramo che applicò correttamente i protocolli internazionali e nazionali che si ottenne l’importante e positivo risultato di portare la Brucellosi in provincia di Caserta da una prevalenza del 17% allo 0,8% mentre successivamente, dopo quella esperienza positiva, la Brucellosi è tornata ad espandersi risalendo ai livelli precedenti all’intervento coordinato e guidato dal Centro di Referenza Nazionale di Teramo.

In vista delle giornate di “sintesi del Forum per il progetto del Piano Partecipato”, il percorso preparatorio ospita un webinar con i due responsabili nazionali: quello del CdRN per la Brucellosi (dott.ssa Emanuela Tittarelli dell’IZS di Teramo) e del CdRN per la TBC (dott. Giovanni Alborali dell’IZS di Brescia) per capire da loro come funzionano i Centri di Referenza Nazionali, con quali strumenti e metodi e in che modo possano supportare la gestione e la elaborazione di Piani efficaci che finalmente possano risolvere i problemi.

Il webinar si terrà lunedi 12 giugno fra le ore 21 e le ore 22.30 sulla piattaforma gestita da Radio Iafue per Altragricoltura e sarà trasmesso in diretta streaming dai canali social di Altragricoltura, sia su facebook (https://facebook.com/altragricoltura) che su youtube (https://youtube.com/iafueperlaterra).

I due esperti del massimo livello (nazionale e internazionale) che terranno il webinar avranno un pubblico selezionato di sei “uditori” che porranno loro domande interloquendo e sollecitando chiarimenti.

Come per tutti gli altri webinar in preparazione del Forum, i podcast e i documenti allegati che verranno assunti agli atti del Forum per la pubblicazione finale e a support dei documenti di sintesi e proposta che saranno elaborati nei workshps finali

Questi i webinar già svolti con i relativi materiali:

  1. Perchè un Piano Partecipato? Obiettivi, Metodi e strumenti
    (Gianni Fabbris – portavoce e coordinatore del Forum)
  2. La mia esperienza e le mie proposte
    (Domenico Fenizia – veterinario specializzato in malattie infettive, già direttore dell’IZSM di Portici)
  3. Tutelare le Bufale e prevenire le zoonosi con l’agroecologia
    (Vandana Shiva – ecologista, saggista, presidente della Fndazione Navanya International)
  4. Difesa del Patrimonio Genetico e gestione delle zoonosi
    (Enrico Migliaccio – presidente di RIS Bufala, Ente di Ricerca e tutela riconosciuto dal Ministero)

Webinar. Tutela del Patrimonio Genetico e Piani di Eradicazione

Il webinar di Enrico Migliaccio (presidente di RIS Bufala)

RIS Bufala è un Ente Selezionatore riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che opera nel territorio dell’Unione Europea. Come Ente Selezionatore si occupa principalmente del miglioramento genetico della Bufala, del benessere animale, della valorizzazione delle sue produzioni e più in generale di tutte le attività connesse all’allevamento bufalino.

RIS Bufala pone al centro della sua mission la bufala e gli allevatori di bufala e chiunque voglia contribuire alle attività dell’associazione. La sua esperienza è testimonianza che in un mondo libero, democrazia, impegno, dedizione si può dare un contributo anche partendo da singoli aspetti specifici come il miglioramento genetico della bufala e si può arrivare ad un coinvolgimento in più larga scala dell’intera società toccando tematiche molto importanti sia sotto il profilo sociale che economico.

RIS Bufala è socia fondatore di Synergy struttura che fornisce supporto tecnico per attività di tipo Genetico, Informatico e Zootecnico. L’Associazione è membro ufficiale dell’International Buffalo Federation (IBF), partecipa attivamente a tutti i Congressi Mondiali e Nazionali che affrontano tematiche nel settore bufalino. RIS Bufala è un organismo di interfaccia con i diversi Ministeri della Repubblica Italiana (Ministero dell’Agricoltura, Ministero della Salute, Ministero della Ricerca Scientifica, Ministero dell’Economia, Ministero dell’Interno, ecc.), con le diverse Associazioni Allevatori degli altri Paesi sia Europei che Extra Europei, con le Università, con le Strutture e gli Organismi di Ricerca, di Rappresentanza e di Categoria.

Quello che segue è il video integrale del Webinar tenuto da Enrico Migliaccio, presidente di R.I.S. Bufala, allevatore da una famiglia di allevatori di più generazioni, sul tema “Tutela del Patrimonio Genetico e Piani di gestione delle zoonosi bufaline”. Enrico Migliaccio, dopo aver tenuto la sua lezione, ha risposto alle domande dei presenti in studio ed ha interagito con le loro sollecitazioni.
La trascrizione del suo intervento (presto pubblicata) viene acquisita agli atti del Forum come contributo per la sintesi finale che comporrà la proposta per un Piano Partecipato.

Vandana Shiva al Forum: le istituzioni si siedano e imparino dagli allevatori.

Vandana Shiva (una delle più importanti attiviste ed ecologiste mondiali) interviene sulla vicenda del massacro di 140.000 bufale in Italia giustificato dalla lotta ad una malattia. Vandana Shiva, presidente di Navdanya International, autrice di molti lavori e testi internazionali, in Italia in occasione della Giornata dell’Ambiente per presentare il suo ultimo manifesto “Making peace with the Earth” (“La crisi ecologica che dobbiamo affrontare è il risultato di una guerra che stiamo facendo alla Terra, bisogna fermarla seguendo le leggi della natura”), ha incontrato una delegazione del Movimento degli allevatori rilasciando un suo contributo per il webinar andato in onda alle ore 21 dell’8 giugno 2023. Vandana Shiva, che era già intervenuta sui temi posti dal Movimento Salviamo le Bufale, nel suo intervento paragona l’azione attiva in difesa delle Bufale a quello che fece il Mahatma Gandhi in India quando guidò la rivolta contro il tentativo degli Inglesi di “rubare” il sale imponendo una tassa che, nei fatti, espropriava il popolo indiano di un bene che la natura aveva donato loro come è il sale. La Marcia di Gandhi fu l’inizio del crollo dell’impero Inglese e, oggi, “difendere le bufale (come tutto il cibo e il ruolo dei contadini e degli allevatori) significa tornare in marcia per far crollare l’impero dell’agricoltura industriale senza allevatori e contadini che ci impone un cibo prodotto in laboratorio”.

.

Contributo di Vandana Shiva
(Raccolto a Roma il 6 giugno 2023 da Raffaella Galeone, Raffaele Diana e Gianni Fabbris)

vedi e scarica il pdf

D. – Gianni Fabbris

Il Movimento Salviamo le Bufale sta conducendo da oltre 18 mesi una lunga vertenza denunciando il disastro imposto dai piani di eradicazione voluti negli ultimi dieci anni dalla Regione Campania in accordo con il Ministero della Salute che ha portato alla macellazione di oltre 140.000 animali di cui solo nell’1,4% è stata confermata la presenza della BRC o della TBC, con la chiusura di oltre il 35% delle stalle del territorio, la perdita di 5.000 posti di lavoro mente la BRC e la TBC Bufalina sono aumentate a dismisura passando dall’1% circa di prevalenza in Provincia di Caserta a circa il 19% con un numero sempre più largo di comuni e territori coinvolti. Un fallimento sia sul piano medico/sanitario che su quello sociale/ambientale

Dopo aver ottenuto l’apertura di una interlocuzione con il Parlamento Europeo (presso cui è stato depositata una petizione che denuncia il mancato rispetto dell’Italia degli ordinamenti comunitari), dopo aver incassato l’avvio al Senato della Repubblica di una indagine conoscitiva sui problemi dell’allevamento bufalino in provincia di Caserta e in Campania, dopo che il Senato delle Repubblica alla fine di Gennaio ha votato all’unanimitò (e con il parere positivo del Governo) un documento in cui si impegna il Governo ad un profondo cambio di indirizzo nelle scelte e nelle pratiche applicate in Campania, dopo che (grazie alla mobilitazione degli allevatori) si è tenuta presso il Ministero della Salute alla presenza di tutte le forze parlamentari un incontro per discutere la situazione in cui il Movimento ha formalizzato la proposta che il Governo Nazionale dichiari lo Stato di emergenza sanitaria nominando un Commissario di Governo e apra con i soggetti portatori di interesse e responsabilità un confronto che li coinvolga nella gestione delle inziaitive sulla base della condivisione e della ricerca di soluzioni efficaci, Il Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino (formato da 23 fra sindacati e associazioni di allevatori e di società civile) ha convocato un Forum aperto per discutere la proposta di un PIANO PARTECIPATO PER RISOLVERE LE ZOONOSI RILANCIANDO L’ALLEVAMENTO BUFALINO E IL SUO CICLO ECONOMICO, SOCIALE ED AMBIENTALE.

Nel percorso di preparazione del Forum ti chiediamo di intervenire per darci il tuo contributo di idee, analisi e proposte su come superare le zoonosi e come mettere in campo un approccio agroecologico e partecipato alla conversione ed al rilancio del cibo di territorio e contadino.

R. Vandana Shiva

Noi esseri umani siamo animali correlati ad altri animali non umani. Le nostre bufale, le nostre mucche, le nostre pecore, le nostre capre, i lombrichi, gli organismi del suolo fanno parte del nostro microbioma intestinale.

Sappiamo che la maggior parte delle malattie è il risultato della distruzione dell’equilibrio negli ecosistemi, nel nostro intestino e nella dieta che seguiamo

Le malattie epidemiche si sono diffuse in tutto il mondo per effetto dell’agricoltura industriale.

La soluzione alle malattie del sistema industriale sono i sistemi ecologici, i sistemi agro ecologici, i sistemi rigenerativi e una visione del mondo che riconosca che siamo parte di una famiglia terrena.

Gli animali non sono oggetti da manipolare o spingere all’estinzione.

Questo è un ecocidio in cui gli animali vengono uccisi, con l’idea che 140.000 bufale debbano morire, 200.000 mucche irlandesi debbano morire, un milione di pecore debbano morire e la maggior parte degli agricoltori del mondo dovrebbero andarsene.

Questo è ciò che gli Stati Uniti stanno già pianificando per il cambiamento climatico; vogliono porre fine all’agricoltura facendo finta di risolvere il problema del clima quando il 50% del problema del clima è provocato dal cibo industriale e dall’agricoltura industriale

Fermate l’industrialismo, fermate lo sterminio e il problema del clima sarà risolto, il problema delle malattie sarà risolto, l’estinzione della biodiversità sarà risolta e cibi di buona qualità come la mozzarella di bufala saranno protetti.

La mozzarella di bufala è come fu la questione del sale nel nostro movimento indiano d’indipendenza quando i Britannici hanno cercato di imporre il monopolio del sale; ora stanno cercando di monopolizzare il sistema alimentare eliminando il cibo e gli agricoltori veri per produrre in fabbrica un cibo falso da laboratorio.

Gandhi camminò verso la spiaggia e disse: “La natura fornisce gratuitamente il sale, noi ne abbiamo bisogno per la nostra sopravvivenza. Continueremo a produrre sale e non obbediremo alle vostre leggi”.

E’ questo genere di cose che hanno iniziato ad abbattere l’Impero Britannico. Dobbiamo abbattere l’impero del cibo falso, l’impero dell’agricoltura industriale e del cibo industriale, che ora vuole un mondo post-alimentare, l’agricoltura senza agricoltori, il cibo senza fattorie

La mozzarella è il dono della bufala ed ha il valore oggi che ebbe il sale nel 1938. È arrivato il momento di dire che la natura ci ha donato questi animali straordinari. Gli animali ci hanno regalato questo cibo fantastico. Gli agricoltori hanno creato questa splendida simbiosi e relazione con i loro animali.

Lo sterminio degli agricoltori e degli animali sono un ecocidio e un genocidio. Io mi schiero con gli animali, mi schiero con gli agricoltori.

Non condanno solo questa politica perché antiscientifica e obsoleta e che non tiene in conto l’esperienza del mondo. La considero anche antidemocratica perché sono coloro che si sono presi cura delle bufale per secoli sche sanno anno come prendersi cura delle mandrie.

Hanno la conoscenza, sono gli esperti ultimi e dovrebbero essere consultati su come ridurre e prevenire queste malattie.

Ecco perché accolgo favorevolmente la proposta di un piano partecipativo che gli agricoltori stanno elaborando. Il secondo motivo? Penso che sia antidemocratico, perché è totalmente funzionale alla dittatura globale sul nostro cibo che ha ucciso agricoltori e uccide gli animali.

Senza animali e agricoltori non abbiamo un cibo reale, abbiamo un sistema che crea malattie, lo stesso sistema che causa malattie negli animali sta causando malattie negli esseri umani. Il 75% delle malattie croniche proviene da un sistema alimentare industriale.

Quindi direi al governo di tornare indietro e fare i compiti a casa. E farli con gli agricoltori.

Condividendo la loro esperienza e la loro pianificazione, questa è democrazia. Abbiamo bisogno di una democrazia alimentare in cui gli animali gli agricoltori, la biodiversità, la famiglia terrena abbiano un ruolo centrale non i tecnocrati pagati dalle grandi industrie farmaceutiche e alimentari per distruggere la vita sulla Terra.

D. Raffael Diana

Grazie per le sue belle parole sul nostro ambiente le nostre fattorie, in particolare per il suo amore per tutto ciò che ci circonda. Ho solo due domande e la prima è: “La regione campaniasostiene che il modello da seguire è quello delle “stalle bavaresi” e per raggiungere questo obiettivo ha imposto agli allevatori di tenere chiusi gli animali. Stiamo parlando di animali selvatici abituati a pascolare in ambienti naturali mentre la regione li obbliga a vivere in strutture cementificate per prevenire che batteri come la brc e la tbc possano entrare in contatto con le mandrie

Lei che parla di conversione agro ecologica, cosa ne pensa della direzione intrapresa dalla regione Campania?

R. Vandana Shiva

La scelta di costringere gli animali in ambienti di cemento crea allevamenti intensivi. E’ qui che inizia la malattia. Tutte le malattie zoonotiche sono state amplificate dal sistema industriale.

Quando gli animali pascolano, mangiano cibo naturale e acquisiscono immunità. L’idea che ogni batterio e ogni virus ci uccideranno è un’idea molto falsa, perché noi e gli animali siamo biomi ambulanti e ospitiamo biomi

Siamo pieni di virus e batteri. Quando abbiamo distrutto l’equilibrio e uno comincia a diventare dominante esattamente come accade per gli gli insetti nei nostri campi.

Gli insetti non causano danni al nostro cibo. È quando coltiviamo una monocoltura, spruzziamo pesticidi o coltiviamo OGM che otteniamo parassiti. Gli insetti diventano parassiti e i batteri, che sono sani e necessari diventano malattie infettive

Il modello meccanicistico appartiene ad una scienza obsoleta e superata. Sappiamo che gli organismi e la salute autorganizzata degli organismi si basano sull’armonia e l’equilibrio di molteplici organismi al loro interno come ad esempio i batteri stessi.

Gli animali allevati allo stato brado hanno molte meno malattie. Altrimenti, i bisonti nelle praterie sarebbero morti ovunque, le mucche dell’India che veneriamo come sacre sarebbero morte ovunque

Perché le malattie epidemiche sono arrivate con l’era industriale? Perché il nostro cibo è diventato una fonte così grande sia di malattie infettive che di malattie croniche?

Non condanno solo questa politica come antiscientifica e obsoleta e che non considera l’esperienza del mondo, la considero anche antidemocratica perché coloro che si sono presi cura delle bufale per secoli sanno come prendersi cura delle mandrie, hanno la conoscenza, sono gli esperti ultimi e dovrebbero essere onsultati su come ridurre e prevenire queste malattie.

Ecco perché accolgo favorevolmente il piano partecipativo che gli agricoltori stanno elaborando.

Il secondo motivo? Penso che sia antidemocratico, perché è totalmente funzionale alla dittatura globale sul nostro cibo che ha ucciso agricoltori e uccide gli animali

Senza animali e agricoltori non abbiamo cibo reale, abbiamo un sistema che crea malattie. Lo stesso sistema che causa malattie negli animali sta causando malattie negli esseri umani. Il 75% delle malattie croniche proviene da un sistema alimentare industriale.

Quindi direi al governo di tornare indietro e fare i compiti a casa e di farli con gli agricoltori, condividendo la loro esperienza e la loro pianificazione, questa è democrazia.

Abbiamo bisogno di una democrazia alimentare in cui gli animali, gli agricoltori, la biodiversità, la famiglia terrena abbiano un ruolo centrale non i tecnocrati pagati dalle grandi industrie farmaceutiche e alimentari per distruggere la vita sulla Terra

D. Raffaele Diana

La seconda domanda è in relazione alla qualità della vita degli animali e la qualità del prodotto finale Il disciplinare della produzione di mozzarella di bufala sta diventando sempre più affine ad un prodotto industrializzato, basti pensare che la chef life è passata da 4 giorni a 30 giorni.

Che interesse ha il consumatore a preferire un prodotto legato sempre più al territorio lle caratteristiche dell’animale e alla sua condizione di vita “felice” c’è un legame da tenere in considerazione?Lei cosa ne pensa a riguardo?

R. Vandana Shiva

Dopo tutte queste decadi di lavoro per creare sistemi alimentari sani, sostenibili e di buona qualità all’interno del movimento dell’Unione mi sono resa conto che il cibo è la moneta della vita. Il cibo è ciò che collega la terra agli esseri umani. Il cibo è ciò che collega l’agricoltore al consumatore. È nell’interesse della Terra che non creiamo sistemi alimentari industriali ad alto consumo di energia, uso di prodotti chimici e ad alta produzione di inquinamento

I diritti della terra esigono che creiamo sistemi alimentari locali

È nell’interesse degli agricoltori avere la sovranità alimentare a livello locale per governare sé stessi non solo riguardo alla questione dei semi, ma anche alla lavorazione del cibo alle questioni di qualità. Ed è sicuramente nell’interesse dei consumatori mangiare cibo vero

Una mozzarella di bufala che verrà consumata fresca entro tre giorni è di migliore qualità rispetto ad una mozzarella che sarà lasciata a stagionare come un prodotto da supermercato per 30 giorni, poi per tre anni come il cibo marcio che stanno diffondendo nel mondo, causando malattie ovunque Il cibo non è più cibo, il cibo è diventato responsabile del 75% delle malattie croniche

E il cibo è privo di valori nutritivi, privo di qualità e pieno di sostanze tossiche. Ciò di cui abbiamo bisogno è cibo vero, ricco di sostanze nutritive ricco di sapore, di qualità di identità territoriale e di benedizioni che la Terra e il Padre ci donano

D. Gianni Fabbris

Stiamo pensando di fare una campagna internazionale con il titolo “Vi piace la mozzarella? Allora salviamo le bufale mediterranee”. Chiedo il tuo aiuto, è possibile contare sul tuo sostegno?

R. Vandana Shiva

Assolutamente si. Potete contare sul mio aiuto personale e sull’aiuto di NAVDANYA INTERNATIONAL. Quando ho visitato Napoli l’anno scorso sono rimasta turbata dal fatto che i Tedeschi stessero producendo mozzarella in laboratorio e ho detto alle persone di Napoli di difendere la loro mozzarella. Non conoscevo tutto il contesto di ciò che mi state dicendo adesso

Avrei aggiunto queste informazioni perché abbiamo bisogno di mozzarella vera e abbiamo bisogno di mozzarella che provenga da bufale vere che si autogestiscono e da agricoltori che governano il loro sistema agricolo.

D. Gianni Fabbris

L’ Italia era un grande paese agricolo. Abbiamo costruito la nostra cultura intorno agli agricoltori e al lavoro degli agricoltori. Ora stiamo trasformando il nostro paese in un grande supermercato di cibo in cui il lavoro degli agricoltori e il cibo il cibo territoriale sono privatidi ruolo funzione e futuro.

È quindi molto importante che i cittadini in Italia e all’estero sappiano che il cibo italiano corre il grande rischio di diventare solo un grande affare per le finanze e senza il nostro lavoro al suo interno.

R. Vandana Shiva

Ciò che state descrivendo per l’Italia è una tendenza ovunque se il mondo finanziario, le BlackRock le Vanguard il signor Bill Gates, le Corporazioni avranno il loro modo di fare, non ci saranno più agricoltori non ci saranno più animali. Rimarranno solo sistemi industriali di produzione in laboratorio, in cui l’agricoltura sarà ridotta completamente a giganteschi sistemi industriali gestiti dagli acquirenti e dalle società come Monsanto.

Ed è per questo che questa lotta a favore degli agricoltori e per il cibo vero deve essere una lotta globale. Perché si tratta di una lotta tra vita e morte, tra salute e malattia, tra libertà e schiavitù.

Domenico Fenizia, veterinario, racconta la sua esperienza e le sue proposte

SECONDO WEBINAR IN PREPARAZIONE DEL FORUM PER IL PIANO PARTECIPATO

Fra le ore 21.35 e le 22.35 del 3 giugno 2023 si è tenuto in diretta streaming il webinar del dott. Domenico Fenizia in preparazione del Forum sul Piano Partecipato.

Al webinar, condotto da Katya Madio e con l’assistenza e il supporto per la diffusione di Arcangela Cirasella, hanno partecipato, in veste di uditori, Gianni Fabbris, Enrico Migliaccio, Raffaella Galeone e Pasquale Corvino che, al termine, hanno posto domande.

Il Dott. Domenico Fenizia è laureato in Medicina Veteriaria specializzato in malattie infettive e infestive degli animali domestici; è stato Diirigente sanitario ricercatore presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno dal 1972 al 2006, Fra il 1994 e fino al 2006 è stato Direttore dell’IZSM di Portici.
Domenico Fenizia è stato autore e relatore di numerosi lavori sperimentali presentati in diversi Convegni e Conferenza nazionali ed internazionali e pubblicati su riviste scientifiche specializzate sulla Brucellosi e la TBC del bufalo.
Nel 2006, per essersi espresso più volte in maniera critica su una serie di orientamenti scientifici e metodologici che si andavano esprimendo e su cui si sarebbero fondate negli anni successivi alcune delle scelte più controverse dal punto di vista metodologico, è stato sospeso e rimosso dal servizio.
Al suo posto è diventato direttore il Dott. Antonio Limone che, dopo la gestione commissariale fra il 2007 e il 2011, ha assunto il coordinamento dei Piani dirigendo la Task Force attivata in Regione Campania.
Al termine di una lunga controversia legale il Dott. Fenizia ha avuto ragione nelle massime sedi legali e, dopo aver ottenuto il reintegro delle funzioni, ha visto riconoscersi tutti gli arretrati per una ingente somma mentre ha ancora in corso la valutazione dei danni. Per l’Ente Pubblico e le casse dell’erario un altro episodio di dilapidamento di risorse mentre gli Uffici Tecnici e le Autorità Sanitarie hanno visto avanzare “punti di vista” più organici al modello del massacro degli animali che ha portato il Piano al fallimento e la brucellosi a ritornare in pochi anni a valori insostenibili e pericolosi.

Nel Webinar il Dott. Domenico Fenizia, da esperto veterinario dirigente, conduce una “lezione” su come si dovrebbe condurre una iniziativa efficace per gestire la Brucellosi e la TBC Bufalina e sui punti critici dell’attuale Piano.

Quello che segue è il podcast della sua videolezione e nelle sezione del sito dedicata ai documenti è archiviato il documento che ci ha lasciato come contributo e che viene acquisito come uno dei documenti agli atti del Forum.

Questi i temi affrontati nel Webinar:

  • BRUCELLOSI DEL BUFALO:
  • ANIMALI ESPOSTI;
  • PRIMO INGRESSO DEL PATOGENO IN ALLEVAMENTO;
  • PORTE DI ACCESSO IN AREE E STRUTTURE DESTINATE AD ALLEVAMENTO;
  • TEMPI DI RICONOSCIMENTO DEL PRIMO FOCUS INFETTIVO;
  • RIQUADRI SINOTTICI SULLO STATO DI INFEZIONE E TENTATIVI DI RISANAMENTO;
  • VANTAGGI E SVANTIAGGI SULL’USO DI UNA PROFILASSI DIRETTA (ABBATTIMENTO) E/O INDIRETTA MEDIANTE VACCINAZIONE;
  • SIGNIFICATO DI SIERO POSITIVITÀ E/O NEGATIVITÀ DELLGLI ESAMI DIRETTI ED INDIRETTI;
  • CONCETTO DI BARRIERA DA OPPORRE ALL’INGRESSO AL PATOGENO PER IL MIGLIOR RISULTATO;
  • VANTAGGI E SVANTAGGI DI UTILIZZO DEI PIANI DI PROFILASSI DIRETTA E/O INDIRETTA E USO DEII RELATIVI LATTI;
  • RICERCHE CORRELATE CHE EVIDENZIANO LA POSSIBILE EVIDENZA DI GUARIGIONE DEL BUFALO DALLA BRUCELLOSI E TUBERCOLOSI;
  • INCOERENZA DELL’ATTUALE PIANO DI RISANAMENTO:
  • POSSIBILE PROGETTO DI RISANAMENTO PER BRUCELLOSI E TUBERCOLOSI;
  • L’AUTOCONTROLLO , STRUMENTO UTILISSIMO PER DARE RISULTATO UTILE AL RISANAMENTO;
  • BARRIERE IMMUNITARIE NEI CONFRONTI DELLA BRUCELLA , IMMUNIZZAZIONE E RISANAMENTO;
  • IL BUFALO NON È UN BOVINO!;
  • TUBERCOLOSI DEL BUFALO;
  • LAVORI SCIENTIFICI CONSULTATI E RICERCHE PRODOTTE DALL’AUTORE DURANTE I NUMEROSI ANNI DI SERVIZIO TRASCORSI PRESSO L’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO DEL MEZZOGIORNO IN STRETTA COLLABORAZIONI CON ENTI E RICERCATORI DELLE TEMATICHE IN ARGOMENTO..

A cosa serve e come si svolge il Forum

(webinar di Gianni Fabbris)

Sabato 3 giugno 2023, fra le ore 21 e le 21.35, si è tenuto online il primo webinar previsto nel programma di preparazione per le giornate di sintesi del Forum per il Piano Partecipato che si terranno fra il 16 e il 17 giugno.

Oggetto del Webinar, tenuto da Gianni Fabbris (portavoce del Movimento Salviamo le Bufale e coordinatore del Forum) è quello di fissare gli obiettivi, la metodologia, il percorso e gli strumenti del Forum.

Questa la scheda sintetica degli argomenti trattati:

Nel documento di presentazione/invito al Forum sono fissati i suoi 4 obiettivi principali:

  • coinvolgere gli attori sociali portatori di interesse nella consapevolezza e responsabilità attiva di promuovere un Piano efficace di eradicazione delle zoonosi e di rilancio del settore bufalino e della sua comunità
  • contribuire a elaborare un Piano di eradicazione e rilancio fondato su esperienze positive che hanno già realizzato gli obiettivi e sulle pratiche internazionali superando la logica emergenziale delle deroghe
  • offrire alle istituzioni che dovranno assumere la responsabilità di attuare un Piano che funzioni la relazione con un ambiente collaborativo e consapevole
  • costituire strumenti permanenti di rete e condivisione utili a sviluppare nel tempo progetti e relazioni

Per realizzare questi 4 obiettivi il Forum si organizza intorno a due monti diversi:
una prima fase di raccolta dei contributi e documenti (ad opera dell’Osservatorio sul Bufalo Mediterraneo costituito all’interno del Centro di Documentazione e Ricerca sulla Sovranità Alimentare e l’Agroecologia) e lo sviluppo di una serie di webinar (principalmente serali ed online) in cui degli esperti porteranno il loro contributo su alcuni dei temi considerati sensibili
– una seconda fase di sintesi ed elaborazione della Proposta che avverrà fra il pomeriggio del 16 giugno e la mattina del 17 giugno (in presenza) in cui si terranno tre gruppi di lavoro tematici con l’obiettivo di sintetizzare gli elementi e le sollecitazioni raccolte in un documento costitutivo del Forum e della Rete.

I tre assi tematici attorno cui si svilupperanno i gruppi di lavoro per operare la sintesi e definire la proposta sono:
– il piano medico/veterinario/sanitario
– il Piano per la Valorizzazione e il Rilancio dell’allevamento Bufalino e del suo ciclo economico-ambientale-sociale
– la costruzione dello spazio partecipato e l’incontro fra istituzioni e soggetti portatori di responsabilità

Dopo che nella mattina del 17 i tre gruppi di lavoro avranno prodotto su ognuno di questi assi una proposta operativa (elaborati complessivi del Forum), si terrà (nel pomeriggio) un evento allargato e aperto al territorio (la settima edizione degli Stati Generali in Difesa del Patrimonio Bufalino) con invito a partecipare agli allevatori, ai cittadini, ai sindaci ed alle diverse altre realtà associative per verificare la proposta in un confronto pubblico.

Gli stati Generali prevedono due diversi momenti:

  • fra le ore 15.30 e le 17.30 una pubblica assemblea di discussione in cui verrà presentato il report dei tre differenti gruppi di lavoro e la proposta verrà verificata con gli attori sociali
  • fra le 18 e le 19.30 una tavola rotonda con l’invito a partecipare a parlamentari e rappresentanti istituzionali

Quello che segue è il webinar di Gianni Fabbris, coordinato da Katya Madio, in cui sono intervenuti alcuni dei componenti dei gruppi di lavoro del Coordinamento Unitario che, al termine del webinar, hanno posto alcune domande

La proposta di metodo illustrata da Fabbris viene assunta come base e asse del Forum e la scheda relativa (con la lettera/invito pubblicata) diventa il contributo metodologico di lavoro che compone uno dei documenti agli Atti del Forum

25.7.22 Incontro dei sindaci per preparare gli Stati Generali a Roma

Il nucleo promotore del Nodo di Caserta della Rete dei Municipi Rurali propone ai sindaci ed ai consiglieri della Provincia di Caserta di partecipare a Roma il 28 luglio 2022 per tenere la Quinta edizione degli Stati generali in Difesa del Patrimonio Bufalino.

A tema il confronto con gli eletti e la politica nazionale con un duplice obiettivo: quello di sensibilizzarli e quello di chiedere alla Politica di assumere impegni per dare risposte ad una crisi che sta superando quella dei soli confini territoriali per diventare una grande questione nazionale.

I primi a rispondere all’appello sono i sindaci dei comuni che hanno partecipato il 21 luglio scorso alla mobilitazione a Napoli sotto le finestre della sede del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca che si convocano in riunione online alle ore 16 invitando i loro colleghi a partecipare.

Per partecipare all’incontro online, ricevendo il link, occorre inviare un messaggio whatsapp a Raffaele Diana ( 349 106 4854) oppure una mail a municipirurali.caserta@gmail.com

vedi e scarica l’invito a partecipare all’incontro